No Triv: un incontro per parlare di ricerca idrocarburi

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No Triv: un incontro per parlare di ricerca idrocarburi

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“Il territorio del Comune di Cento e limitrofi è oggetto di richiesta da parte della ditta Exploenergy"

 

 

 

Di Marco Cevolani

21 Maggio, 2013 8:12

 

 

 

Sala gremita per l’incontro organizzato dal Comitato No Triv di Cento lo scorso 20 maggio. “Il territorio del Comune di Cento e limitrofi è oggetto di richiesta da parte della ditta Exploenergy – così afferma il comitato – di un permesso di ricerca idrocarburi. Da più di un anno la ditta ha depositato al Ministero dello Sviluppo Economico un’istanza che nel mese di febbraio 2013 ha avuto il parere favorevole del CIRM ed ora l’iter burocratico procede con la presentazione alla commissione per la Valutazione dell’Impatto Ambientale. Noi non vogliamo diventare ostaggi delle ricerche di idrocarburi – affermano con forza – e desideriamo preservare il nostro territorio così delicato e già duramente provato dagli eventi sismici di maggio 2012. Vogliamo energia pulita e indipendente dalle fonti fossili” Relatori della serata Elisabetta Sala, del coordinamento nazionale no triv e il giornalista Pietro Dommarco, autore dell’interessante volume “Trivelle D’Italia”, introdotti da Sandra Zagni del Comitato di Cento. “L’ordinamento normativo italiano – così Dommarco - che concede molto alle multinazionali del petrolio, trova fondamento nel decreto legislativo 625/1996: tutto il suolo italiano si rende disponibile in maniera permanente alle attività estrattive. Le compagni petrolifere nella loro opera sono agevolate da royalties le più basse al mondo. Con l’avvenuto annuncio – in data 8 marzo 2013 – della firma di un decreto interministeriale con il quale i ministeri dell’Ambiente e dello Sviluppo economico hanno ratificato ufficialmente la Strategia energetica nazionale (Sen), il futuro energetico dell’Italia è segnato da una programmazione che parte, ancora una volta, dalle fonti fossili. E punta ai fondali marini.” Con l’aiuto di diapositive Elisabetta Sala ha illustrato come l’attività di estrazione nelle aree colpite dal sisma sia molto elevate e dove i principali punti di estrazione coincidano che le faglie sismiche, a testimoniare ancora una volta la correlazione tra attività di estrazione e fenomeni sismici, correlazione che è messa in evidenza da numerose pubblicazione scientifiche internazionali ma quasi sottaciuta nel nostro paese. Presenti fra il pubblico Mario Pedaci, vicesindaco del nostro comune, che ha lasciato la sala prima delle conclusioni finali e il consigliere regionale Favia che, una volta presa la parola, ha spiegato di come sia stata sua l’idea di una commissione di inchiesta, proposta poi abbandonata in favore della commissione internazionale, proposta da Errani, dove però, almeno stando alle parole del consigliere regionale “siedono persone favorevoli al fracking”, sollecitando anche un impegno a livello nazionale fra tutte le associazioni e comitati che hanno a cuore questi temi. Interessante anche l’intervento di Albano Gozzi, di Legambiente di Cento, che ha proposto “un comitato permanente”.

 

 

 

© Riproduzione riservata (legge 22 aprile 1941 n. 633)

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