Via Crucis di Cento, seconda stazione: il semaforo di Porta Pieve

Pubblicato il da areacentese

II° STAZIONE 

Rubrica a cura di Marco Cevolani

 

Il semaforo di Porta Pieve

12 Ottobre, 2012 11:56

Di Marco Cevolani

 

Prima Stazione - Seconda Stazione

 

 

 

Seconda Stazione

 

Via Crucis di Cento, seconda stazione: il semaforo di Porta Pieve. Dopo aver fatto la ginkana sulla strettoia sul Ponte Vecchio causa lavori di messa in sicurezza della passerella, giù dal ponte ad aspettarci, come un Minosse di dantesca memoria troviamo il semaforo, vera croce e molta poca delizia degli automobilisti centesi e non solo. Ogni mattina, tra le 8 e le 9 e la sera, attorno alle 17.30 è un delirio, ma non solo oggi o ieri, praticamente da quando l’Amministrazione Tuzet è intervenuta su tutti i semafori di Cento e il disagio è proseguito poi con l’attuale amministrazione Lodi che non appena qualcuno muove qualche critica, non fa altro che accusare di “livorosità” i critici di turno. Che volete che vi dica, cari lettori, magari i nostri amministratori girano in bicicletta. Ora che il viale che costeggia Porta Pieve è chiuso e ora che non si può svoltare in direzione del Ponte nessuno ha pensato di variare la tempistica del semaforo. Chi proviene da via I Maggio può solo andare diritto (salvo residenti di Via Ponte Reno), purtroppo, nonostante ciò, gli automobilisti che compiono questo tragitto devono stare fermi, in attesa del verde. Stessa cosa dicasi per chi proviene da Via Lavinino. Per queste due direzioni non si potrebbe provare a tenere il semaforo spento? Cento è l’unico paese dove i semafori spenti funzionano meglio di quando sono accesi, perché non provare? I disagi però non sono dati solo dal semaforo, ma anche dall’incuria dei cittadini che abbandonano rifiuti ingombranti a ridosso dei contenitori, intralciando la circolazione. Ma qual è l’opinione di chi sta sulla strada, abbiamo fatto qualche domanda, chiedendo agli automobilisti di esprimersi su questa situazione, con pareri, proposte o opinioni. “Come mai quando c’è molto traffico non spengono il semaforo e piazzano un vigile a dirigere il traffico?” è la sarcastica domanda di Luca. “Perché non fanno una rotonda? Magari rubando un pezzetto al giardino di Porta Pieve?”, è la proposta di Anna. Dagli automobilisti dunque arrivano proposte per trovare una soluzione, ma generale è lo sconforto, come riporta Leonardo: “Faccio questa strada ogni mattina per andare a lavorare a Castello D’Argile, è inaffrontabile, voi giornalisti dovete scriverlo che così non si può andare avanti”. C’è però anche chi invita a portare pazienza come Mattia, che attraversa Cento solo per recarsi al lavoro: “C’è stato un terremoto – fa notare – è inutile arrabbiarsi, ci vuole pazienza” E infatti il terremoto, con l’inevitabile chiusura di alcune strade della circolazione interna, non ha fatto che aumentare i disagi. Quindi i nostri amministratori devono essere scusati? No, assolutamente. La prima cosa da fare era, a nostro avviso, intervenire proprio sulla circolazione, per cercare di lenire i disagi, non è stato fatto assolutamente nulla, se non “legalizzare” qualche doppio senso abusivo su strade parzialmente chiuse al traffico, come via Ugo Bassi, ma di questo ci occuperemo nelle prossime puntate. Per il momento non possiamo che constare che anche attorno alle ore 10 di mattina il semaforo di Porta Pieve è inaffrontabile, che ci voglia davvero la bicicletta?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

© Riproduzione riservata (legge 22 aprile 1941 n. 633)

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