Slow Food: una serata per donare un laboratorio sul cibo

Pubblicato il da areacentese

Slow Food: una serata per donare un laboratorio sul cibo

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Presente alla serata nche il governatore Errani

 

 

Di Marco Cevolani

1 Guigno, 2013 14:18

 

 

Si è svolta ieri sera (31 maggio per chi legge, ndr) presso la sala polivalente di Casumaro la serata benefica voluta da Slow Food non solo per ricordare il terremoto dello scorso anna ma anche per raccogliere fondi per poter donare le attrezzature e gli utensili per la realizzazione di un laboratorio didattico dedicato al cibo e alla sua manipolazione, utilizzato dai bambini e dai ragazzi sia con problemi di disabilità che normodotati, da collocarsi all’interno della costruenda Scuola Media sita nella Città di Finale Emilia. Presente i sindaci dei comuni del cratere - a fare gli onori di casa il Sindaco di Cento e quello di Finale Emilia - il Presidente della Regione Vasco Errani, la Presidente della PRovincia di Ferrara Zappaterra e tutto il gotha di Slow Food, a cominciare dal Presidente Petrini. Deus ex machina della serata Alberto Adolfo Fabbri, che molti ricorderanno come Direttore dello storico mensile Centoggi. Organizzazione impeccabile: non è certo stato facile mettere a tavola 360 persone e in questo il buon fabbri è stato aiutato dagli storici collaboratori della Condotta di Cento, a cominciare dal fiduciario Mauro Govoni. Dopo un minuto di silenzio - che a dire il vero sono stati poi 30 secondi - per ricordare le vittime del sisma hanno preso la parola a turno i principali ospiti della serata che hanno sottolineato l'importanza della serata, dell'aiutarsi l'un con l'altro e di quanto il sisma sia stato terribile. Quello che a nostro avviso ha un po' stonato è stato proprio il Presidente Errani il quale ha sottolineato che "noi a differenza dell'Aquila non abbiamo scelto la strada delle new town, noi abbiamo deciso di ricostruire i centri storici, non abbiamo fatto come quelli che in elicottero hanno fatto calare nuove case", con chiari riferimenti politici. Premesso che fare una gara di bravura in simili tragedie può sembrare fuori luogo, premesso poi che ognuno guarda in casa sua, forse a Cento è stata proprio la volontà di preservare intonso il centro storico che l'ha paradossalmente svuotato - numerose sono le attività che lo hanno abbandonato, senza poi dimenticare quanto danno ha provocato la chiusura dell'incrocio via Matteotti/ via Ugo Bassi, magicamente poi riaperto qualche giorno fa. Forse, se non proprio una new town, almeno una "cittadella" commerciale avrebbe potuto - in attesa di un vero ripristino del centro storico - consentire la sopravvivenza di alcune attività. In ogni caso, se qualcuno all'Aquila se la rideva, possiamo presumere che qualcuno a Cento si sia sfregato le mani.

 

 

 

 

 

© Riproduzione riservata (legge 22 aprile 1941 n. 633)

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