Nuovo allestimento delle opere della chiesa Collegiata di Santa Maria Maggiore, Sabato a Pieve di Cento
Nuovo allestimento delle opere della chiesa Collegiata di Santa Maria Maggiore, |
| Sabato a Pieve di Cento 5 Settembre, 2012 15:07 Di Giuliano Monari
Il Sindaco di Pieve di Cento Sergio Maccagnani, il Parroco Don Paolo Rossi, il fondatore del museo Giulio Bargellini inaugureranno - sabato 8 settembre alle 17 presso il MUSEO MAGI di Pieve di Cento (Bo) - il nuovo allestimento delle opere della chiesa Collegiata di Santa Maria Maggiore, gravemente danneggiata dal terremoto del 29 maggio scorso. Interverranno personalità di spicco del mondo della politica, dell'arte e della fede, tra i quali la vicepresidente della Regione Emilia-Romagna Simonetta Saliera, gli assessori regionali Patrizio Bianchi e Massimo Mezzetti, l'assessore provinciale Giuliano Barigazzi, la direttrice regionale Carla di Francesco, il soprintendente di Bologna Luigi Ficacci, il capo dipartimento Nazionale dei Vigili del Fuoco Francesco Paolo Tronca, il comandante provinciale dei Carabinieri colonnello Alfonso Manzo. Dodici capolavori emiliani dei secoli XIV - XVIII - tra i quali le imponenti pale d'altare di Lavinia Fontana, Guido Reni, Guercino, Scarsellino e un Cristo ligneo del XIV-XV secolo, ritenuto miracoloso - scampati al terremoto ma necessariamente rimossi dalla collocazione, saranno di nuovo visibili e offriranno a cittadini e pubblico l'opportunità di continuare a fruire di un inestimabile patrimonio d'arte e spiritualità. Secondo il Sindaco Sergio Maccagnani "restituire alla comunità di Pieve ed ai tanti visitatori internazionali la visione di queste importantissime opere d'arte in meno di tre mesi dal sisma rappresenta un risultato unico, frutto della sinergia fra tutti i soggetti pubblici e privati. L'inaugurazione di sabato sarà l'inizio del rilancio culturale e turistico di Pieve dopo il sisma del 29 maggio. Abbiamo intenzione di proseguire con la salvaguardia e la valorizzazione dei nostri preziosi beni e monumenti che rappresentano l'identità locale e una risorsa preziosissima per tutto il territorio". L'evento assume una particolare rilevanza per l'immediata e incondizionata sinergia delle azioni messe in campo da autorità locali, parrocchia, sovrintendenza e Magi - ente museale privato - che si sono fatti interpreti della fortissima volontà popolare di "tenere le opere a Pieve". In un clima di forte coinvolgimento emotivo dei cittadini, che a una sola settimana dal terremoto avevano partecipato in processione al trasferimento del Crocifisso dalla Collegiata al Museo - facendo di quel momento un rito collettivo di straordinaria evidenza simbolica -, si restituisce ora la possibilità di contemplare e condividere questo importante nucleo di opere, alle quali l'esposizione museale conferisce un'ottima leggibilità, consentendo al contempo il raccoglimento per la devozione. Espressione della volontà di salvaguardare i valori di riferimento di un'intera comunità, l'idea di conservare ed esporre le opere antiche nella grande sala del museo dedicata alla raccolta dei Maestri storici del '900 - dove spiccano, tra le altre, opere di Balla, Sironi, Depero, De Chirico, Savinio - trova poi un'ulteriore ragione di interesse nella possibilità di confrontare diversi momenti della storia dell'arte italiana, in un inedito dialogo che non mancherà di suggerire approfondimenti e iniziative future. Ne è certo Giulio Bargellini, fondatore del museo, per il quale "custodire e valorizzare il patrimonio collettivo della propria città è una responsabilità e un onore. Questa occasione rilancia l'identità del museo Magi come spazio aperto al confronto e al dialogo, per consentire al pubblico di comprendere e apprezzare l'importanza dell'arte di ogni tempo come fondamento del presente e del futuro"
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