Lettera aperta del sindaco di Cento alle Parrocchie del Capoluogo sulle Chiese temporanee

Pubblicato il da areacentese

Non è "ingiusto" rispettare le regole

 

Lettera aperta del sindaco di Cento alle Parrocchie del Capoluogo sulle Chiese temporanee

 

 

 

 

 

18 Dicembre, 2012 12:24

Riceviamo

 

Lasciamo stare i "muri" abbattuti nel 1989, simbolo di tanta tristezza e della follia della storia. Stiamo alla cronaca, senza ideologizzare una vicenda che nei fatti è piuttosto semplice, anche se complicata negli effetti. Intervengo con riluttanza in un dibattito dal sapore polemico. Lo faccio solamente perché tirato sin troppo direttamente in ballo e dunque mi vedo costretto ad abbandonare il ruolo che sino ad ora ho tentato di vestire, quello di arbitro delle regole e contemperatore di interessi diversi, per rappresentare le cose dal punto di vista dell'Amministrazione comunale. Non vi è nulla di "ingiusto" nella decisione di negare il nulla osta per la realizzazione della chiesa temporanea nell'orto del convento dei Frati cappuccini. Ingiusto vuole dire letteralmente contrario alla legge o alle regole. In questo caso, invece, le regole sono state rispettate. Come ha spiegato proprio a Cento S.E. mons Caffarra, le regole tengono insieme una società, vanno conosciute e applicate. Compito di una istituzione è onorarle e farle valere, dopo averle correttamente illustrate mettendosi poi a disposizione per trovare soluzioni. Questo ha fatto il Comune che nel mese di settembre ha chiarito per l'ennesima ed ultima volta come paresse inaccoglibile la richiesta relativa a questa chiesa temporanea. Lo ha fatto ricordando il vincolo delle belle arti, lo ha fatto spiegando cosa dice la norma urbanistica. Lo ha fatto mettendosi subito dopo a disposizione indicando e proponendo almeno altre 4 aree alternative in centro, di proprietà pubblica, che sarebbero state messe a disposizione gratuitamente come per altro è avvenuto per le due altre chiese temporanee di Penzale e Renazzo (già autorizzate). L'Amministrazione fa il tifo per la risoluzione del problema di centinaia, anzi migliaia di parrocchiani che si apprestano a vivere un Natale troppo precario per le scelte sbagliate di chi non ha voluto ascoltare gli avvertimenti e ha preferito puntare tutto su una soluzione che è sempre stata impossibile. Come Sindaco non sento di rimproverarmi nulla: ho detto con chiarezza cosa era possibile e cosa non era possibile fare. Ho proposto tutto ciò che era nella mia disponibilità, in qualche caso andando anche un poco oltre nella convinzione che l'importanza dell'esigenza lo richiedesse. Mi sono però trovato - in questo caso sì - dinnanzi ad un muro…. E ne ho preso atto. Senza capire. Senza comprendere il motivo di tanto irrigidimento. Cercando di fare prevalere il buon senso ma dovendomi poi arrendere. Un esempio? Lo ricordava Don Stefano quando dice che ho proposto di costruire una struttura per anziani al posto di quella esistente e di destinarla per il tempo necessario a celebrare la Santa messa. L'ho fatto per cercare di andare incontro alla forte richiesta di Don Stefano e Padre Carlo che seguitavano a chiedere solo ed esclusivamente di non modificare la collocazione da loro individuata. La mia proposta sarebbe sorta al posto del Centro anziani, non nell'orto dei Frati. Al posto di una struttura in muratura incoerente rispetto all'area e non in luogo delle alberature del convento. Era un progetto pensato prima del terremoto e sul quale la Sovrintendenza aveva già dato parere favorevole. Si trattava di una struttura bassa, molto diversa da quella progettata come chiesa pro tempore. Il mio era un tentativo, estremo, di dare risposta ad un bisogno. Una proposta che, se accolta, oggi sarebbe già stata in grado di essere operativa. Avremmo ridotto il consumo di territorio, avremmo dato risposte ad un problema di oggi destinando poi la costruzione alla gioia di migliaia di anziani che ne avrebbero goduto ad emergenza finita, magari dopo un periodo di coabitazione. Nessun gradimento? Ne prendo atto. Cosi come ho preso atto di posizioni che non ho capito. Qualche numero per spiegare cosa intendo: recuperare il Santuario della B.V. della Rocca, stime del Mibac alla mano (il massimo organismo deputato a questo tipo di interventi) costerebbe tra i 600 e gli 800 mila euro. Sei, otto mesi di lavori. Costruire la chiesa temporanea sarebbe costato oltre 500 mila euro…. Non è mia responsabilità decidere. Se fosse dipeso da me, però, non avrei avuto dubbi. Allo stesso modo non capisco perché non siano ancora iniziati i lavori di recupero della Chiesa di San Pietro. Chiesa e Teatrino sono assicurati, i soldi ci sono e sarebbero sufficienti mesi di lavori, non anni. So che il Consiglio Pastorale morde il freno per iniziare il cantiere. Io stesso ho sentito Don Mirko Corsini gettare acqua su questi entusiasmi. Non capisco. Ma mi adeguo. Mi adeguo anche quando mi trovo costretto a far intervenire i tecnici del Comune nelle opere di messa in sicurezza delle Chiese del Capoluogo. Nulla ha fatto la Curia su questo fronte. Tutti i puntellamenti sono stati progettati, eseguiti e pagati (anticipando i fondi necessari) dal Comune. Registro che nelle frazioni non è stato così… Il ruolo di un Comune è quello di aiutare, di facilitare, di non litigare. Proprio qualche giorno fa ho telefonato a Mons Silvagni, Vicario della Diocesi, per rinnovare la mia disponibilità a ragionare di altre soluzioni. Il Comune ha messo a disposizione della Parrocchia di San Pietro il PalaBorgatti per le S. Messe di Natale. Più di questo non possiamo fare. Spero che il S. Natale riporti serenità in tutti quanti e che con il nuovo anno possa riprendere quel dialogo che, da parte mia, nonostante tutto, non si è mai interrotto. Cento, 18 dicembre 2012 Piero Lodi Sindaco di Cento

© Riproduzione riservata (legge 22 aprile 1941 n. 633)

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