Lettera al Direttore: Riflessioni sui politici e il loro rapporto con l'art. 29 della Costittuzione

Pubblicato il da areacentese

Riflessioni sui politici e il loro rapporto con l'art. 29 della Costittuzione

 

Lettera al Direttore

 

 

 

7 Febbraio, 2013 9:44

 

Spett.le direttore,

 

 

 

volevo condividere con lei e i suoi lettori alcune riflessioni. Qualche giorno fa mi è capitato di avere una discussione con un politico locale di un partito presente anche a livello nazionale a proposito dei matrimoni fra persone delle stesso sesso. Non dirò qui chi era il politico e tanto meno il partito di appartenenza in quanto credo che la discussione possa calzare un po' su tutti i partiti. Domandavo a questa persona come mai il suo partito non si esprimeva chiaramente e con una posizione netta e forte a favore dei matrimoni fra persone dello stesso sesso, invece di proporre artificiose scorciatioie giuridiche lamentandomi poi delle parole di alcuni alti esponenti che ribadivano ancora una volta - ahimè - che secondo loro il matrimonio e la famiglia è solo quella eterosessuale. Questa persona mi ha risposto chiedendomi rispetto per le diverse sensibilità dei militanti del suo partito. A questa risposta francamente mi è andato il sangue alla testa e ammetto, colpevolmente, di non aver letto il proseguo di quello che mi era stato scritto. Rispetto per le diverse sensibilità dei militanti? E il rispetto per i diritti, forse più importanti, dove lo mettiamo? In Italia le persone appartenenti alla comunità LGBT, è inutile negarlo, non godono di tutti i diritti e spesso, troppo spesso, sono vittime di angherie e soprusi, e per colpa di certi politici è ben lontana anche l'approvazione di una qualsiasi legge contro il reato di omofobia. I politici, o forse sarebbe meglio definirli politicanti, si affannano a dire che il matrimonio fra persone dello stesso sesso è incostituzionale. Vorrei, molto sommessamente, ricordare che la nostra costituzione, al famigerato art. 29, recita: "La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio. Il matrimonio è ordinato sull'eguaglianza morale e giuridica dei coniugi, con i limiti stabiliti dalla legge a garanzia dell'unità familiare." e pure il seguente articolo 30 si parla di genitori, e non di padre/madre. Inoltre la Corte Costituzionale con la sentenza 138 nel 2010 ha definitivamente chiarito come il riconoscimento di uguali diritti, anche attraverso l'estensione del matrimonio civile, non sia incostituzionale e ha correttamente rimandato al parlamento la responsabilità di legiferare. I diritti sono di tutti e non la concessione di questo o quel politico.

Marco Cevolani

 

 

 

 

 

© Riproduzione riservata (legge 22 aprile 1941 n. 633)

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