LABORATORIO FOTOGRAFICO SU FERRUCCIO LAMBORGHINI

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LABORATORIO FOTOGRAFICO SU FERRUCCIO LAMBORGHINI

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Promosso dal CIRCOLO CULTURALE AMICI DEL MUSEO, in collaborazione con l'Assessorato alla Cultura del Comune di Cento

 

 

 

15 Marzo, 2013 9:16

 

Di Giuliano Monari

 

LABORATORIO FOTOGRAFICO SU FERRUCCIO LAMBORGHINI promosso dal CIRCOLO CULTURALE AMICI DEL MUSEO

 

Ci manca solo lui, Ferruccio. Scherzandoci sopra lo abbiamo più volte immaginato tra di noi, che entra con passo veloce ad una delle nostre riunioni settimanali, che con il suo fare un po’ sornione guarda la selezione delle foto, alza gli occhi, pensa, sbuffa, sorride, analizza velocemente il lavoro e poi ci guarda negli occhi compiaciuto ma non pienamente soddisfatto. Perché secondo quello che ci hanno raccontato Ferruccio diceva sempre dire la sua. “Ottimo, ottimo, tutto ok ragazzi, sistemate questa che mi sembra poco diretta, tagliate un po’ questo trattore che non mi è mai piaciuto visto dall’alto e poi eliminate questa foto perché siamo un po’ in troppi attorno alla Miura e la macchina perde di significato”. Ci siamo immaginati dialoghi di questo tono, non aveva mai lavorato nel campo della fotografia ma aveva accumulato un’esperienza tale da potere sempre e comunque dare il suo illustre parere, le sue idee avevano sempre portato ad un risultato. Sembra tutto vero, ormai possiamo dire che lo conosciamo, abbiamo tutti una discreta formazione sulla brillante carriera di Ferruccio, il Laboratorio Fotografico su Ferruccio Lamborghini è iniziato a ottobre del 2012 e i primi scatti sono avvenuti solo dopo un’attenta pre-produzione (per usare un termine del gergo fotografico) necessaria per inquadrare bene il contesto ed avere un’idea ben chiara sull’obiettivo da raggiungere. Come spiega il curatore del Laboratorio, Andrea Samaritani, tutta la parte che precede il lavoro “sul set” è strettamente necessaria perché gli autori devono conoscere e sapere cosa ci sta dietro. Non ha senso fotografare la storia senza sapere perché la stiamo chiamando“storia”. Uno dei primi incontri, infatti, è stato con Giuseppe Sitta, autore di una importante biografia pubblicata anni orsono dedicata a Ferruccio Lamborghini, che ci ha inquadrato il lavoro di Ferruccio nel più ampio contesto del boom economico e industriale centese del dopoguerra. Il laboratorio fotografico dedicato a Ferruccio Lamborghini è un’idea della quale già si parlava in occasione dell’ultima Fiera delle Pere a Renazzo (paese natale di Ferruccio). In quei tre giorni dello scorso luglio 2012 si esponevano presso Villa Chiarelli le prime foto del gruppo fotografico che si è formato nell’ambito delle attività del Circolo, con oggetto Il Corpo Bandistico di Renazzo. Quest’ultimo laboratorio, denominato “La Banda Rosso Mattone” è condotto e diretto sempre dalla guida attenta di Andrea Samaritani (gli autori sono stati: Luca Govoni, Lorenzo Guerzoni, Mirco Balboni e Walter Sau). Per l’ultimo giorno della fiera, immediatamente all’esterno della porta di ingresso della mostra, è stata posizionata una Lamborghini, il modello Murcielago di colore bianco. Un presagio? Eravamo sufficientemente entusiasti e assolutamente pronti per questa nuova avventura. Il nuovo laboratorio Lamborghini da ritenersi sicuramente più “intenso” ed impegnativo soprattutto perché si triplicano le ambientazioni che potrebbero essere fotografate nell’ambito del mondo Lamborghini (che comprende, in primis, auto e trattori). Per questo si è incrementato il numero degli autori (integrando Andrea Tomba, Enrica Gilli e Federica Brunelli) e si è anche cercato di dare al “personale addetto” compiti ben precisi, ruoli personali per svolgere al meglio e in sincronia il lavoro di gruppo, ma anche per evidenziare che il corso abbraccia tutta la dimensione del progetto fotografico. Gli obiettivi del corso sono infatti quelli di sperimentare tutte le professionalità che concorrono alla realizzazione di un progetto fotografico, dalla logistica, alla gestione della qualità dei file prodotti, alla post produzione avanzata delle immagini, alla ricerca degli oggetti e degli strumenti per il set, dalla gestione delle mostre, allestimenti e curatela del prodotto editoriale che verrà pubblicato a fine corso. Il primo importante contesto che abbiamo potuto inserire nell’archivio del Laboratorio è quello fotografato presso le Officine Guidetti di Renazzo. Ringraziamo Guidetti che ci ha dato questa opportunità, un imprenditore deciso e vincente nelle sue scelte che sta tutt’ora investendo nell’innovazione (nell’ambito dei sistemi di riciclaggio); abbiamo passato qualche ora all’interno della sua azienda focalizzando l’attenzione sulla collezione di trattori d’epoca e sulla coupè sportiva Lamborghini Urraco che rifletteva sul suo verde “rammarro” l’importante struttura a vetri dello show room adibito nelle Officine. Non sappiamo se c’è un sottile collegamento o se è una scelta dettata dalle preferenze di Guidetti, però lo stesso verde acceso lo ritroviamo sulla macchina “trituratutto”,che era in funzione proprio durante il nostro stage fotografico, in occasione del “Open House Guidetti 2012” che si è svoto dal 4 al 13 novembre ed era collegato all’evento fieristico internazionale “Ecomondo” di Rimini. Obiettivo principale del gruppo è di riuscire ad essere accolti nella vera incubatrice di tutto il sistema Lamborghini Auto, la fabbrica di S.Agata. “Speriamo di poter trovare un modo di intercedere con la Direzione Lamborghini”, ci racconta un autore, “in quanto questo lavoro è importante per noi ma è sicuramente un qualcosa che significa“ROI” per la Lamborghini stessa: Return Of Investiment (ROI) termine tecnico che sicuramente è ben noto all’interno di realtà industriali di questo tipo”. Lamborghini investe su di noi un minimo di tempo e di risorse e noi non possiamo far altro che dire che l’investimento apporterà con assoluta certezza una ulteriore visibilità del marchio. Abbiamo a che fare con un toro che sta portando avanti le corna, significa robustezza, autorevolezza, testardaggine e grande decisione. Vero Ferruccio?

 

 

 

 

 

 

 

© Riproduzione riservata (legge 22 aprile 1941 n. 633)

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