L'offerta sanitaria a Cento ad un anno dal terremoto

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L'offerta sanitaria a Cento ad un anno dal terremoto

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"Si è temuto di dover evacuarem l'ospedale con 172 posti letto"

 

 

 

 

 

 

Di Giuliano Monari

27 Maggio, 2013 8:23

 

 

La direzione dell’Azienda USL insieme al sindaco di Cento Piero Lodi, hanno relazionato sulla situazione dell’offerta sanitaria e socio sanitaria attiva a Cento ad un anno dal terremoto dello scorso maggio 2012. Nel Comune di Cento, l’ospedale SS. Annunziata (con 172 posti letto) pur subendo dei danni è rimasto pienamente operativo anche se con la scossa del 29 maggio 2012 si era temuto di dover evacuare. A Cento è stato invece necessario evacuare la sede del distretto dove erano collocati i servizi e gli uffici del Dipartimento di Sanità Pubblica e del Dipartimento di Cure Primarie. Si tratta di un edificio di proprietà privata, che l’Azienda USL aveva in affitto di circa 2200 mq e la sua chiusura ha dato avvio ad un importante operazione di ricollocazione dei servizi sia da parte dell’Azienda USL che dell’amministrazione comunale di Cento. “L’obiettivo dell’incontro di oggi – come evidenziato dal direttore generale dell’azienda USL, Paolo Saltari – è voler evidenziare quanto è stato possibile fare in così poco tempo grazie alla collaborazione di tutti, ciascuno per le proprie competenze, ma con un obiettivo comune ben preciso e cioè il voler mantenere all’interno del contesto cittadino i servizi sanitari che dovevano essere ricollocati. Grande lavoro di sinergia quindi sia tra le due amministrazioni, ma anche tra i diversi enti come la Regione, le Forze dello Stato. Un grande lavoro corale che però ha permesso di affrontare le diverse criticità e risolvere con celerità”. Come ricordato anche dal sindaco di Cento, Piero Lodi, “la mobilitazione del personale è stata davvero forte sia nella prima fase dell’emergenza, sia nelle fasi successive di assestamento grazie sicuramente alle professionalità distribuite sul territorio che hanno permesso di affrontare con efficienza i diversi problemi che si presentavano man mano che i lavori procedevano. Quando il sistema pubblico ha la capacità di mettersi in rete e rinunciare al localismo diventa elemento di orgoglio e non solo per lo Stato stesso, ma anche per le stesse Amministrazioni che sono presenti sul territorio”. “Sicuramente la sanità locale in questo caso ha svolto un ruolo molto importante e impegnativo ma la disponibilità dell’amministrazione locale che ha offerto strutture e spazi idonei all’interno della città per i servizi da ospitare, in attesa che siano terminati i lavori nelle strutture dell’Azienda USL, ha dato la possibilità agli operatori sanitari del Dipartimento di Sanità Pubblica (DSP) di riuscire a lavorare con meno difficoltà”. A ricordarlo è il direttore del DSP, Giuseppe Cosenza a cui afferiscono la maggior parte dei servizi che si sono trovati senza una sede dopo l’obbligo di evacuazione da via XXV Aprile. “È questo un processo comunque in divenire – chiude il direttore del Distretto Ovest, Mauro Manfredini – infatti, dopo il momento dell’emergenza, fase numero uno, in cui sono stati provvisoriamente collocati i servizi evacuati, si è già passati alla fase numero due. Oggi la maggior parte dei servizi sono concentrati nella sede di via Cremonino e all’interno dell’Ospedale SS. Annunziata. Questa fase due è ancora però una fase di transizione, ritengo infatti debba essere superata da una fase tre, in quanto risulta necessario portare delle migliorie alla qualità dei servizi offerti ai cittadini. Vi sono ancora alcuni disagi che devono essere necessariamente superati, sono ancora diversi i servizi che hanno spazi sacrificati e in cui convivono più operatori, ma soprattutto anche l’accesso è a volte problematico. Questa direzione è ora impegnata a raggiungere quest’ ulteriore obiettivo”.

 

 

 

© Riproduzione riservata (legge 22 aprile 1941 n. 633)

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