L'amore e il sesso nell'antica civiltà romana Incontro con Alberto Angela

Pubblicato il da areacentese

L'amore e il sesso nell'antica civiltà romana

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Incontro con Alberto Angela

 

 

Di Claudia Lupone

12 Maggio, 2013 15:12

 

Si è tenuto ieri pomeriggio, presso il salone di Rappresentanza della Cassa di Risparmio di Cento, un incontro con Alberto Angela. Il noto divulgatore scientifico e ricercatore, nonché conduttore televisivo, ha spiegato al pubblico del salone il tema dei suoi ultimi libri riguardanti l'amore e il sesso nell'antica civiltà romana. La modernità e la moralità di quell'antico popolo sono stati raccontati in quasi due ore, con la semplicità e la padronanza che solo un appassionato conoscitore della storia come Angela sa fare. Non sono mancati aneddoti curiosi e battute divertenti, tant'è vero che la seduta è diventata una bellissima serata di cultura. Alla fine del dibattito, Alberto Angela si è fermato col pubblico accorso per scatti, dediche e scambi di parole. Ecco l'intervista che mi ha concesso. Da dove nasce la passione per il suo lavoro? "Fondamentalmente dalla curiosità. Quando arrivo su un sito magari l'ho già studiato, lo conosco, ho un testo pronto, eppure mi emoziono. Guardo i dettagli, m'impressiono delle cose che vedo, ho una fame di sapere, di conoscere, che mi porta a stupirmi di qualunque cosa. Cerco di capire, d'interpretare, di confrontare ciò che è simile in un'altra parte del mondo, collegandolo. È la passione del viaggiatore che mi spinge e mi fa scoprire dietro ogni promontorio qualche altra cosa, con gli occhi che si riempiono man mano. Sono entusiasta della vita, e guardo ogni cosa come se potesse essere l'ultima volta." È però difficile conciliare scienza e televisione perché non tutti hanno la stessa voglia di conoscenza. Il linguaggio, per esempio, è il primo ostacolo da abbattere e lei ha un approccio così chiaro e semplice da rendere tutto alla portata di tutti. Può spiegarci come ci riesce? "Il lavoro di partenza è davvero notevole. Quando trovi un tema che t'interessa, innanzitutto devi metabolizzarlo, lo devi scolpire e tirare fuori l'essenziale e, come in tutti i lavori creativi, sudare per unire tutti gli ingredienti che sono venuti fuori per creare ciò che avevi immaginato. Usare parole semplici significa lavorare sulle parole difficili, eliminandole. Uno dei trucchi della divulgazione è fare degli esempi che siano alla portata di tutti, e nulla è più chiaro e noto al pubblico come la quotidianità. Devi portare alla gente un parallelo moderno che spieghi uno scavo, il comportamento di un animale o un affresco, cercando esempi intuitivi che raccontino chiaramente di cosa stai parlando. Ad esempio, descrivere un odore in televisione sembra impossibile, eppure raccontare che quella cosa ha l'odore del limone, fa scattare nella mente della gente la sensazione di sentirlo. La parola può dare degli effetti a tre dimensioni, è qualcosa d'impalpabile che però può generare delle emozioni. Bisogna pensare che dall'altra parte non c'è solo l'esperto che conosce a fondo l'argomento che stai trattando, potrebbe esserci anche solo tuo figlio e quindi devi aiutarlo a capire cosa vuoi raccontagli. Devi essere innanzitutto chiaro con te stesso, sicuro di ciò che stai spiegando e lavorare sull'umiltà e sulla qualità. L'informazione è dinamica, si costruisce mattone su mattone."

 

© Riproduzione riservata (legge 22 aprile 1941 n. 633)

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