L'addio di Casumaro a don Alfredo Oltre un migliaio di persone hanno gremito il Centro polifunzionale per le esequie

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L'addio di Casumaro a don Alfredo

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Oltre un migliaio di persone hanno gremito il Centro polifunzionale per le esequie

 

 

 

 

Di Giuliano Monari

6 Giugno, 2013 20:11

 

 

È un intero paese, un intera comunità che ha voluto salutare con un ideale abbraccio il 'suo' parroco, il suo "amato don Alfredo", come sottolineato dalle parole delle Associazioni locali. E a salutare colui che, per oltre mezzo secolo, è stato la guida spirituale, l'amico, il confidente c'erano tutti. Tutti i suoi amici, parrocchiani che, in quegli oltre cinquant'anni di sacerdozio, lo hanno affiancato in tantissime 'battaglie': per citarne una su tutte quella che lo ha portato al restauro dell'amatissima chiesa, ora - purtroppo - devastata dal terremoto. Ma anche gli amici del Comitato Presepe, che don Alfredo ha fatto diventare una 'icona sacra' da visitare, e per la quale si muovevano anche da altre regioni. Ma le parole, oggi, sono superflue. Di Lui rimarranno il sorriso, le sue azioni, il suo carattere mite e al tempo stesso fermo e determinato, la sua grande volontà di tenere unita una comunità che oggi è un po' smarrita, ma non rassegnata. I 'suoi' casumaresi sanno che 'il don' li guiderà ancora dal Paradiso dove ha confessato di andare felice: "Sono felice, perché ora andrò in Paradiso". Sono state queste, infatti, le ultime, toccanti ma rasserenanti parole, pronunciate con in un fil di voce, mentre don Ivo Cevenini, parroco di Renazzo e suo ex compagno di scuola gli impartiva l'estrema unzione all'ospedale Santissima Annunziata di Cento. 'Il don', come lo apostrofavano afabilmente il 'suoi' parrocchiani, è stato capace di incarnare la 'casumaresità', se mi è concessa questa licenza letteraria; capace, con la sua semplicità, di fare sentesi di un Paese che ora dovrà trovare la forza di proseguire quel cammino che don Alfredo ha loro tracciato. Toccanti anche le parole del Vescovo Carlo Caffarra nel salutare l'amico e sacerdote: "un uomo - ha detto - che ha fatto della sua vita sacerdotale una missione di amore verso il prossimo, sempre e comunque. Amore che ha messo - ha aggiunto - in special modo nella vicinanza con chi era in difficoltà e in malattia".

 

I sindaci e assessori di Finale Emilia, Cento e Bondeno

 

La sorella

 

La bara a spalla accolta con un lunghissimo applauso

 

La folla si dirige verso il locale cimitero, davanti la banda di Sant'Agata Bolognese, paese d'origine di don Alfredo

 

la fila per la firma

 

il Vescovo Caffarra durante l'omelia

 

 

 

 

© Riproduzione riservata (legge 22 aprile 1941 n. 633)

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