Il PD: 'Questo 8 marzo vogliamo ribadire che quando i diritti sono tutelati da leggi, bisogna dare maggiore valore alle istituzioni che garantiscono quei diritti'

Pubblicato il da areacentese

L'8 Marzo secondo il PD

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'Questo 8 marzo vogliamo ribadire che quando i diritti sono tutelati da leggi, bisogna dare maggiore valore alle istituzioni che garantiscono quei diritti'

 

 

 

7 Marzo, 2013 9:56

 

Di Giuliano Monari

 

Le notizie di cronaca di questi ultimi giorni come quella della ragazza di Adrano impiccata dal suo fidanzato, o lo stupro di una quindicenne maldiviana condannata a 100 frustate, ci danno sempre un dolore profondo: la donna oggetto senza diritti. Questo 8 marzo vogliamo ribadire che quando i diritti sono tutelati da leggi, bisogna dare maggiore valore alle istituzioni che garantiscono quei diritti. E' il caso della figura della Consigliera di Parità, presente in tutte le Province, ma pressoché sconosciuta ai più. La consigliera di parità è di nomina diretta con decreto del Ministro del Lavoro, di concerto con il Ministro per le Pari Opportunità. Le sue funzioni consistono nell'intraprendere tutte quelle iniziative utili ai fini del rispetto del principio di non discriminazione e della promozione di pari opportunità per lavoratrici e lavoratori. Vi si possono rivolgere direttamente tutte le donne o gli uomini, previo appuntamento, che subiscono discriminazioni sul posto di lavoro. L'azione della consigliera consiste normalmente in una mediazione fra le parti, fra la lavoratrice e l'azienda. Solo i casi non risolvibili in via stragiudiziale, vengono demandati al tribunale o ai servizi ispettivi del lavoro. Per noi questa è l'occasione per ribadire quanto importante sia per la società intera il rispetto delle leggi che garantiscono i diritti donne lavoratrici. Nella recente campagna elettorale come Pd di Cento abbiamo organizzato un incontro con la consigliera di parità della Provincia di Ferrara,la dottoressa Donatella Orioli, che ha spiegato il suo ruolo e la necessità di intraprendere azioni positive per rimuovere le discriminazioni di genere. Spesso le donne danno maggiore importanza a fare bene il proprio lavoro piuttosto che a preoccuparsi se sia equamente retribuito. Questa condizione è una debolezza che porta molte lavoratrici ad accontentarsi. La disparità di trattamento economico non risparmia nemmeno le libere professioniste. Molte lavoratrici precarie si rivolgono alla consigliera di parità perchè è proprio nello sfruttamento, anche psicologico, che si accompagna alla condizione di lavoratore precario, che si consumano le violazioni più ignobili di diritti fondamentali come il diritto alla maternità e alla cura dei figli, e si verificano molestie sessuali e mobbing. Con questo ribadiamo che il lavoro accompagnato al rispetto dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori, conquistati in tanti anni di lotta, è il fondamento della società, e il lavoro è il pilastro del programma del PD. Far stare bene le donne (ma anche gli uomini) sul proprio luogo di lavoro, nel rispetto dei tempi richiesti nella cura della famiglia, significa avere persone più produttive e motivate a tutto vantaggio dell'azienda e della società intera.

 

© Riproduzione riservata (legge 22 aprile 1941 n. 633)

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