CRISI WATTS: tutti contro la chiusura - Presente anche il sindaco di Cento

Pubblicato il da areacentese

CRISI WATTS: tutti contro la chiusura

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Presente anche il sindaco di Cento

 

Samuele Lodi (Fiom Cgil) e il sindaco Piero Lodi

 

Di Giuliano Monari

4 Giugno, 2013 15:36

 

 

C'è un comprensibile sconcerto, per non dire sgomento, nei 29 dipendenti della Watts (ex Giuliani Anello) che stamattina hanno scioperato per 4 ore, dopo che la proprietà ha deciso di chiudere lo stabilimento di Cento: decisione - afferma Samuele Lodi (Fiom Cgil) "sbagliata e pericolosa. Sbagliata perchè affronta il problema della crisi del gruppo senza porsi l'obiettivo della tutela dei posti di lavoro attraverso ammortizzatori sociali conservativi. Pericolosa perchè rischia di determinare un inquietante precedente, reso ancor più inaccettabile dal fatto che lo stabilimento di Cento non ha conosciuto, e non conosce, la crisi. Nella situazione attuale risulta quantomeno irrinunciabile l'ottenimento di una cigs della durata più lunga possibile". Watts Industries - prosegue Lodi - "deve farsi carico della propria responsabilità sociale nei confronti delle lavoratrici, dei lavoratori e del territorio su cui insiste e che è stato pesantemente colpito dalla crisi ed anche dall'evento sismico dello scorso anno. Su quest'ultimo aspetto, infatti, risulterebbe l'unica azienda, l'unico gruppo che decide di disimpegnarsi dal territorio ferrarese in luogo, invece, di un potenziamento delle propria struttura possibile anche attraverso bandi pubblici per la formazione e/o riqualificazione". Anche il sindaco di Cento Piero Lodi ha stigmatizzato l'atteggiamento della Watts che - spiega - "è inaccettabile sotto ogni profilo, essendo la fabbrica centese un marchio riconosciuto a livello internazionale e, soprattutto, per il fatto che le maestranze hanno un legame profondo con l'azienda e col prodotto essendo, la maggior parte di essi, dipendenti da 20/30 anni. I lavoratori - prosegue il sindaco - sono portatori di un bagaglio di esperienze molto importante che, essendo ancora molto giovani, possono contribuire allo sviluppo dell'attività nello stabilimento centese". Proveremo - ha concluso il primo cittadino affermando di essersi presentato con 'fascia tricolore' per significare la vicinanza dell'istituzione comunale e della città - ad agire a tutti i livelli: Provincia e Regione in primis. Una decisione senza appello come questa - ha chiosato Piero Lodi - resta inaccettabile ed incomprensibile anche in relazione al fatto che non sono state prospettate alternative ai lavoratori in un azianda che - fatto salvo per una leggera flessione di fatturato dovuta al difficile momento congiunturale - non conosce crisi come il resto della Nazione". Presente alla mattinata di agitazione delle maestranze anche il segretario del PD locale Fausto Toselli, che si è detto "molto preoccupato per la posizione netta della proprietà e per il futuro delle persone che lavorano nello stabilimento di Cento".

 

Il picchetto davanti alla Watts di Cento

 

 

 

 

© Riproduzione riservata (legge 22 aprile 1941 n. 633)

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