Consiglio provinciale: costituzione del Comitato di Coordinamento Provinciale per il terremoto
Consiglio provinciale: costituzione del Comitato di Coordinamento Provinciale per il terremoto
Un aggiornamento sulla gestione post terremoto da parte della presidente della Provincia, Marcella Zappaterra, al Consiglio provinciale.
“È nel frattempo cambiato il modello organizzativo”, ha detto la presidente, con riferimento al passaggio dal Comitato di coordinamento dei soccorsi ai Comitati di coordinamento provinciali. Non solo un cambio di sigla, ma innanzitutto della catena di comanda. Finora, infatti, la regia delle operazioni è stata affidata alle Prefetture, mentre adesso il volante passa alle Province. Nel caso ferrarese il riferimento del nuovo comitato è stato indicato nel segretario generale dell’ente, Mario Capaldi, col quale collaborerà a stretto contatto la responsabile della Protezione civile della Provincia, Alceste zecchi.
“E questo significa – ha puntualizzato Marcella Zappaterra – un aggravio di impegno, responsabilità e di interventi”.Consapevolezza di un compito pesante dato innanzitutto dalle migliaia di sfollati ancora da gestire ed aiutare, dalla mancanza tuttora di un dato certo e definitivo sugli esiti dei sopralluoghi ad abitazioni e luoghi produttivi e da mille altri problemi tecnici, logistici ed organizzativi cui rispondere quotidianamente.
“Stiamo comunque – ha precisato subito – attrezzando la struttura con tutte le risorse tecniche e le competenze necessarie per fare tutto nel più breve tempo possibile”.C’è sullo sfondo il quadro risorse per gli aiuti e la ricostruzione (i 2,5 miliardi del governo, pare destinati a diventare 3,5, più i 47 milioni della Regione, da sommare a tutte le iniziative di solidarietà in atto), oltre alla prossima definizione dei moduli scolastici necessari per garantire il regolare inizio del prossimo anno scolastico.
Un passo avanti, poi, è stato compiuto con la circolare diffusa dal presidente della Regione Vasco Errani, esplicativa del Decreto legge del governo del 6 giugno scorso, che aveva gettato in allarme imprenditori, commercianti ed esercenti, per l’esigenza di una certificazione antisismica come premessa necessaria per il riavvio di ogni attività, senza distinzioni di tipologia e settore.
Con la circolare di Viale Aldo Moro, invece, si fa differenza tra capannoni da una parte e negozi e servizi dall’altra, che possono rialzare da subito le saracinesche.
“Rimane comunque il nostro impegno – ha puntualizzato la presidente – affinché il decreto sia convertito in legge con le opportune ulteriori modifiche e nei tempi più brevi”.
Ultimo accenno è stato al conto corrente aperto dalla Provincia pro terremotati.
“Stiamo facendo una mappatura dei danni subiti dal territorio – ha concluso – e il Consiglio sarà puntualmente informato delle entrate certe sul conto e quale sarà la destinazione delle risorse”.
DIBATTITO
Antonio Fortini (Liberi e Forti): perché Ferrara è esclusa dall’elenco delle città colpite dal sisma ai fini del posticipo del pagamento dei tributi, specie verso Equitalia? L’imu per gli agricoltori deve essere alleggerita, almeno nella misura della vecchia Ici. Il decreto dell’esecutivo così com’è non va bene.
Sergio Guglielmini (capogruppo Pd): Ferrara esclusa dall’elenco è un problema anche per i danni subiti dall’importante patrimonio storico e culturale, senza contare che anche sul suolo cittadino risiedono imprese importanti che hanno riportato seri danni ala produzione. Infine il problema dell’allarme lanciato dalla Commissione grandi rischi.
Luciano Tancini (capogruppo PdL): disponibili a collaborare e dare tutto l’appoggio perché Ferrara rientri nell’elenco per beneficiare delle esenzioni fiscali.
Cristiano Di Martino (PdL): perché non inviare una lettera alla Commissione grandi rischi? Il nostro gruppo disponibile ad appoggiare l’iniziativa.
La replica di Marcella Zappaterra
Non è corretto dire che siamo esclusi dall’elenco delle città colpite dal sisma. Mentre gli altri luoghi sono infatti inclusi su criterio territoriale, Ferrara lo è sulla base delle specifiche richieste che i cittadini faranno, muniti della documentazione dei danni patiti da abitazioni ed attività economiche, con tutti i pari diritti di sospensione degli adempimenti fiscali.
Sulla Commissione grandi rischi un solo dato: il tema del turismo. L’allarme prodotto ha di fatto causato la disdetta delle prenotazioni e tutto il lavoro fatto specie dopo la scossa del 29 per dare il messaggio di una città colpita ma non in ginocchio è stato vanificato da un’ondata di paura e preoccupazione prodotta dall’uscita della Commissione.
Se si aggiunge che l’Alto Ferrarese è stato colpito nel cuore della sua capacità produttiva, la speranza è ora puntare sulla stagione balneare, rassicurando che sulla costa tutte le strutture ricettive sono perfettamente funzionanti e pronte ad accogliere i turisti.
Tuttavia, anche se arriveranno, e presto, tutte le risorse economiche necessarie, resta comunque una strada in salita da percorrere.
Infine, rivolta a Di Martino: è una valutazione che abbiamo fatto, ma ritengo che la riflessione spetti maggiormente agli operatori, magari con l’opportunità di una class action, perché solo loro possono stabilire un nesso tra la dichiarazione di pericolo sismico esternata nei giorni scorsi e l’entità dei danni subiti sul piano economico.
“È nel frattempo cambiato il modello organizzativo”, ha detto la presidente, con riferimento al passaggio dal Comitato di coordinamento dei soccorsi ai Comitati di coordinamento provinciali. Non solo un cambio di sigla, ma innanzitutto della catena di comanda. Finora, infatti, la regia delle operazioni è stata affidata alle Prefetture, mentre adesso il volante passa alle Province. Nel caso ferrarese il riferimento del nuovo comitato è stato indicato nel segretario generale dell’ente, Mario Capaldi, col quale collaborerà a stretto contatto la responsabile della Protezione civile della Provincia, Alceste zecchi.
“E questo significa – ha puntualizzato Marcella Zappaterra – un aggravio di impegno, responsabilità e di interventi”.Consapevolezza di un compito pesante dato innanzitutto dalle migliaia di sfollati ancora da gestire ed aiutare, dalla mancanza tuttora di un dato certo e definitivo sugli esiti dei sopralluoghi ad abitazioni e luoghi produttivi e da mille altri problemi tecnici, logistici ed organizzativi cui rispondere quotidianamente.
“Stiamo comunque – ha precisato subito – attrezzando la struttura con tutte le risorse tecniche e le competenze necessarie per fare tutto nel più breve tempo possibile”.C’è sullo sfondo il quadro risorse per gli aiuti e la ricostruzione (i 2,5 miliardi del governo, pare destinati a diventare 3,5, più i 47 milioni della Regione, da sommare a tutte le iniziative di solidarietà in atto), oltre alla prossima definizione dei moduli scolastici necessari per garantire il regolare inizio del prossimo anno scolastico.
Un passo avanti, poi, è stato compiuto con la circolare diffusa dal presidente della Regione Vasco Errani, esplicativa del Decreto legge del governo del 6 giugno scorso, che aveva gettato in allarme imprenditori, commercianti ed esercenti, per l’esigenza di una certificazione antisismica come premessa necessaria per il riavvio di ogni attività, senza distinzioni di tipologia e settore.
Con la circolare di Viale Aldo Moro, invece, si fa differenza tra capannoni da una parte e negozi e servizi dall’altra, che possono rialzare da subito le saracinesche.
“Rimane comunque il nostro impegno – ha puntualizzato la presidente – affinché il decreto sia convertito in legge con le opportune ulteriori modifiche e nei tempi più brevi”.
Ultimo accenno è stato al conto corrente aperto dalla Provincia pro terremotati.
“Stiamo facendo una mappatura dei danni subiti dal territorio – ha concluso – e il Consiglio sarà puntualmente informato delle entrate certe sul conto e quale sarà la destinazione delle risorse”.
DIBATTITO
Antonio Fortini (Liberi e Forti): perché Ferrara è esclusa dall’elenco delle città colpite dal sisma ai fini del posticipo del pagamento dei tributi, specie verso Equitalia? L’imu per gli agricoltori deve essere alleggerita, almeno nella misura della vecchia Ici. Il decreto dell’esecutivo così com’è non va bene.
Sergio Guglielmini (capogruppo Pd): Ferrara esclusa dall’elenco è un problema anche per i danni subiti dall’importante patrimonio storico e culturale, senza contare che anche sul suolo cittadino risiedono imprese importanti che hanno riportato seri danni ala produzione. Infine il problema dell’allarme lanciato dalla Commissione grandi rischi.
Luciano Tancini (capogruppo PdL): disponibili a collaborare e dare tutto l’appoggio perché Ferrara rientri nell’elenco per beneficiare delle esenzioni fiscali.
Cristiano Di Martino (PdL): perché non inviare una lettera alla Commissione grandi rischi? Il nostro gruppo disponibile ad appoggiare l’iniziativa.
La replica di Marcella Zappaterra
Non è corretto dire che siamo esclusi dall’elenco delle città colpite dal sisma. Mentre gli altri luoghi sono infatti inclusi su criterio territoriale, Ferrara lo è sulla base delle specifiche richieste che i cittadini faranno, muniti della documentazione dei danni patiti da abitazioni ed attività economiche, con tutti i pari diritti di sospensione degli adempimenti fiscali.
Sulla Commissione grandi rischi un solo dato: il tema del turismo. L’allarme prodotto ha di fatto causato la disdetta delle prenotazioni e tutto il lavoro fatto specie dopo la scossa del 29 per dare il messaggio di una città colpita ma non in ginocchio è stato vanificato da un’ondata di paura e preoccupazione prodotta dall’uscita della Commissione.
Se si aggiunge che l’Alto Ferrarese è stato colpito nel cuore della sua capacità produttiva, la speranza è ora puntare sulla stagione balneare, rassicurando che sulla costa tutte le strutture ricettive sono perfettamente funzionanti e pronte ad accogliere i turisti.
Tuttavia, anche se arriveranno, e presto, tutte le risorse economiche necessarie, resta comunque una strada in salita da percorrere.
Infine, rivolta a Di Martino: è una valutazione che abbiamo fatto, ma ritengo che la riflessione spetti maggiormente agli operatori, magari con l’opportunità di una class action, perché solo loro possono stabilire un nesso tra la dichiarazione di pericolo sismico esternata nei giorni scorsi e l’entità dei danni subiti sul piano economico.
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