Cassa di Risparmio di Cento Solidità e bilancio in utile

Pubblicato il da areacentese

Cassa di Risparmio di Cento Solidità e bilancio in utile

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Buone notizie per i quasi ottomila azionisti

 

 

20 Marzo, 2013 15:47

 

Di Giuliano Monari

 

Tiene, anzi rafforza il patrimonio e riesce a produrre ancora utile. Nonostante tutto. Il Consiglio di amministrazione della Cassa di Risparmio di Cento ha approvato con comprensibile soddisfazione il bilancio di un esercizio, quello relativo all'anno 2012, oltremodo complesso ed irto di difficoltà, in quanto condizionato dalla fortissima crisi economica e finanziaria in atto e dalle conseguenze del sisma del maggio scorso che vede la Cassa subire danno diretti e indiretti legati agli inevitabili riflessi sull'economia dell'area colpita. La notizia non può che essere salutata positivamente dal territorio di riferimento (le province di Ferrara, Bologna e Modena) dove CariCento opera a supporto di imprese e famiglie attraverso 48 filiali e 426 dipendenti. Buone notizie quindi anche per i quasi ottomila azionisti (in continua e costante crescita) a cominciare dalla Fondazione CariCento, azionista di maggioranza, alla quale vanno circa i due terzi degli utili distribuiti. L'utile ante imposte, 8,3 milioni di euro, segna una flessione contenuta (-8,9%) rispetto ai 9,1 dell'esercizio precedente. Il calo dell'utile netto, 2,3 milioni contro 4, scaturisce dalla forte incidenza della tassazione che incredibilmente supera il 72% (55% nel 2011). Il valore dell'azione durante il decorso esercizio si è mantenuto stabile, compreso fra i 23 e i 24 euro. Va da sé che il raffronto con i risultati di bilancio che emergono dal sistema bancario nazionale (mai così tante banche in rosso) segna punti a favore della storica Cassa centese, tra l'altro oggetto della ordinaria verifica periodica da parte della Banca d'Italia. In realtà, come sottolinea il presidente Carlo Alberto Roncarati, "I risultati ottenuti vengono da lontano e sono la risultante di un forte e costante impegno di adeguamento organizzativo, vitale per una piccola banca, della forte motivazione di un personale coeso e professionale, e di una politica gestionale da sempre prudente, oculata, ancorata al territorio e orientata a investire in modo coerente con la propria tradizione, mai alla ricerca del facile guadagno". La sobrietà della "banca di una volta", l'attenzione ai clienti, il cui numero è salito da 88.500 a 91.000, e il continuo efficentamento, con evidente effetto sui costi operativi, in calo da 47,1 a 45,8 milioni (-2,8%), sono alcune delle ricette adottate con successo dalla Cassa per affrontare la sfida del mercato in un contesto che vede l'economia reale in sofferenza ormai da cinque anni. Tutto questo, unitamente ai citati effetti del terremoto, ha ovviamente indotto la Cassa a raddoppiare gli accantonamenti rispetto all'anno scorso. "Costretta a pagare gli effetti della crisi, sottolinea il direttore generale Ivan Damiano, la Cassa ha trovato internamente le risorse per conservare redditività, liquidità (oltre 300 milioni la riserva a fine anno), rafforzare il patrimonio e aumentare le svalutazioni sui crediti deteriorati al 38,1% (mentre le sofferenze sono svalutate per il 53,6%) indici che ci pongono su livelli superiori alla media del sistema bancario nazionale e quindi decisamente tranquillizzanti per i soci, la clientela, il personale, le comunità servite dalla Cassa". Quanto al margine di intermediazione, i proventi crescono del 21,5%, da 71,2 a 86,6 milioni di euro, legati ad incrementi delle voci di ricavo da clientela e da titoli. I prestiti a famiglie ed imprese sono stabili anno su anno confermando quanto promesso e dichiarato in più occasioni: CariCento non ha staccato la spina del credito, ma si è fatta carico, per la sua parte, dei significativi problemi delle comunità locali. Ad esempio ha prorogato volontariamente la moratoria delle rate dei mutui nelle aree del cratere fino al prossimo giugno. Confortante anche l'andamento della raccolta diretta a supporto dei prestiti erogati ed in particolare del risparmio gestito per conto della clientela (+ 11%) a conferma dell'ottimo servizio offerto, frutto di una riconosciuta professionalità del personale e di investimenti costanti sugli strumenti di tutela del risparmio delle famiglie. Particolarmente importanti sono infine da valutarsi la continuità dei risultati della banca e la sua costante attenzione sul rafforzamento patrimoniale, indicatori della validità nel tempo delle politiche perseguite. Di rilievo appare quindi l'andamento del coefficiente patrimoniale Tier1 che nell'anno ante crisi 2007 segnava il 7,36% e che a fine 2012 è arrivato al 9,90% (era 8,94% nel 2011). Si tratta di un dato estremamente positivo che testimonia la solidità della Cassa e la sua capacità di generare autofinanziamento e patrimonio ai fini regolamentari, questi ultimi oggi ampiamente rispettati.

 

 

 

 

 

 

© Riproduzione riservata (legge 22 aprile 1941 n. 633)

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