Cambio d'uso ... esoso: "Belle parole, ma poi non seguono i fatti", la testimonianza di un cittadino

Pubblicato il da areacentese

Cambio d'uso ... esoso: "Belle parole, ma poi non seguono i fatti", la testimonianza di un cittadino

 

4 Agosto, 2012 18:24

Riceviamo da Forza Cento

Tutti parlano della necessità di rilanciare il centro storico danneggiato profondamente dal terremoto. Le Associazioni di categoria forniscono la loro ricetta, l'amministrazione comunale invita i proprietari di esercizi commerciali, ancora agibili, a metterli a disposizione di quei lavoratori autonomi che volessero in qualche modo ripartire per ridare vigore a un centro ormai provato dalle vicissitudini del terremoto. Quando, però, si tratta d'agire concretamente e non solo con proclami, le cose cambiano drasticamente e chi dimostra volontà mettendo quattrini si scontra con la dura e cruda realtà della burocrazia e della incapacità di andare fino in fondo, senza se e senza ma! Forza Cento e il Comitato Cittadino SOS Terremoto ha raccolto una storia emblematica atta a dimostrare che alle belle parole non seguono i fatti. Un cittadino centese, molto conosciuto a Cento, ha raccolto l'appello del Sindaco ritenendolo meritevole di ascolto e ha deciso di mettersi a disposizione per contribuire al miglioramento delle condizioni post terremoto della città. L'appello del Sindaco consisteva nel chiedere ai proprietari d'immobili (come il nostro amico) a uso commerciale di metterli a disposizione a chi vuole ritornare a operare in centro nelle zone accessibili. Il nostro amico, che chiameremo Vittorio, si è dovuto ricredere immediatamente sulle reali intenzioni dell'amministrazione comunale di operare nell'interesse del centro storico, quando da parte dell'amministrazione pubblica si è visto chiedere cifre fuori da ogni logica in questo particolare momento per potere affittare il proprio locale a uso artigianale: insomma un cambio d'uso stellare. Cifre che scoraggerebbero anche il più virtuoso dei cittadini. Infatti, dopo alcuni incontri tra il proprietario e l'amministrazione, Vittorio ha deciso di non procedere all'affitto del proprio immobile a chi voleva operare in città per gli alti costi che l'amministrazione richiede anche in questi particolari momenti in cui bisognerebbe aiutare e incentivare i cittadini che in qualche modo vogliono ripartire.

© Riproduzione riservata (legge 22 aprile 1941 n. 633)

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