Bernardi attaccato da Realtà centese, pronta la replica del Presidente della Consulta di Cento - Penzale Mauro Bernardi: "persona che non ci pensa due volte a scatenare polemiche sui temi più disp

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Bernardi attaccato da Realtà centese, pronta la replica del Presidente della Consulta di Cento - Penzale

 

Mauro Bernardi: "persona che non ci pensa due volte a scatenare polemiche sui temi più disparati"

 

 

17 Febbraio, 2013 18:13

 

Di Marco Cevolani

 

 

Bernardi attaccato da Realtà centese, pronta la replica del Presidente della Consulta di Cento - Penzale. Sul numero di febbraio di Realtà centese, a pagina 4 per l'esattezza, un anonimo articolista, prendendo a pretesto l'insediamento delle nuove Consulte nel Comune di Cento ha sferrato una critica durissima nei confronti del nuovo Presidente della Consulta di Cento e Penzale Mauro Bernardi qualificandolo come "persona che non ci pensa due volte a scatenare polemiche sui temi più disparati" e "uomo contro chi amministra il Comune", spingendosi poi fino ad alludere a possibili manovre poco limpide attuate per essere eletto Presidente della Consulta. Abbiamo chiesto a Bernardi come e se intende replicare alle critiche mosse ma lo stesso ha minimizzato: "Le inesattezze contenute in quell'articolo sono state scritte da uno che non sa neanche che cosa siano le Consulte - così Bernardi - vale la pena di replicare? - si domanda ironicamente - Quell'anonimo ha scritto che le Consulte sono "… organi consultivi della amministrazione comunale centese…" quando invece lo Statuto del Comune di Cento ed il Regolamento sulle Consulte civiche recitano espressamente che sono organismi "di partecipazione all'azione amministrativa con funzioni di iniziativa, consultive e di vigilanza sull'andamento dei servizi e delle attività decentrate dell'amministrazione" (art 29 Statuto, ndr) e "allo scopo di promuovere una più intensa partecipazione popolare alla gestione amministrativa della comunità locale" (preambolo del Regolamento, ndr), e l'art 2 recita "Sono organi dell'Istituto di partecipazione popolare…". Per quanto riguarda le illazioni calunniose sul fatto che 8 consultori su 11 mi hanno votato - prosegue Bernardi - rimando a quanto detto nell'intervista del 2 febbraio su Areacentese.com: non ho chiesto io di essere candidato, me lo hanno chiesto altri consultori (fra quelli designati dalle associazioni ed uno degli eletti) chiedete loro se è vero o no. Se i consultori di area PdL mi hanno votato lo hanno fatto perché evidentemente sono meno faziosi di altri - fa notare - io non ho chiesto il loro appoggio e lo possono confermare loro stessi. Il loro voto è stato espresso in modo palese alla luce del sole, senza nessun sotterfugio. Chi insinua chissà quale mancanza di limpidezza mente sapendo di mentire! Il mio impegno nelle vicende centesi degli ultimi anni - commenta - è sotto gli occhi di tutti: sono sempre stato in piazza ed ho agito come consigliere comunale prima e consultore poi, con posizioni chiare e precise. Alle votazioni per l'elezione diretta dei consultori di Cento e Penzale i centesi mi hanno votato facendomi arrivare secondo degli eletti (il candidato del P.D. è arrivato terzo, ndr) questi sono i fatti che parlano da soli e le stupidaggini che qualcuno mette in giro i cittadini centesi sono in grado di capirle benissimo. Il clima di tensione alla riunione del 30 gennaio è stato voluto da chi è venuto in Consulta dicendo spudoratamente che il Regolamento prevede votazioni palesi - ricorda Bernardi - ma se siamo d'accordo possiamo farle segrete! Con Bernardi questi "giochetti" non passano: le regole vanno rispettate sempre, non solo quando ci piacciono - tiene a precisare - Se le regole non piacciono o non vanno bene le si cambi, ma non si può rispettarle una volta sì ed una no. Vorrei infine ricordare - conclude Bernardi - alcuni giorni prima del 30 gennaio esponenti del P.D. centese mi avevano contattato per chiedermi di votare il loro candidato … avete chiaro con che serietà di informazione chi ha scritto quell'articoletto ha poi fatto le sue elucubrazioni nei miei confronti?" .

 

 

 

 

© Riproduzione riservata (legge 22 aprile 1941 n. 633)

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